Non ci lasciano più nulla. Nemmeno la speranza.

Sono sempre stato orgoglioso del giuramento di fedeltà espresso nei confronti del mio stato, della mia patria, della mia bandiera, perchè per questi avrei dato la vita e la darei tutt’ora. Quel giuramento l’ho espresso nel 2003 ed è stato sicuramente il gesto che ha dato più valore interiore alla mia persona.
In quei 10 mesi (quasi 11) di servizio militare, percepivo uno stipendio, un misero stipendio quasi simbolico, 3€ al giorno, 90€ mensili, ma non era importante il denaro, era importante ciò che facevo per il mio stato e ciò che il mio stato mi garantiva.
Oggi, a distanza di 8 anni da quel giuramento, l’attuale governo decide di rivedere il passato, di rivedere uno dei diritti che pensavo fosse indiscutibile, inviolabile, cioè il diritto al riscatto pensionistico dei mesi in cui ho svolto il servizio militare di leva, obbligatorio, in breve i famosi “contributi” per raggiungere il diritto alla pensione.
Sono schifato da questo furto di un diritto che non ha solo un aspetto economico, ma bensì morale e non riesco a trovare le parole per esprimere appieno il mio attuale stato d’animo nei confronti di questa vicenda.
Questo diritto è stato privato anche agli studenti universitari che dopo aver condotto anni di studio, non potranno più conteggiarli per il calcolo dell’età pensionabile.
E’ chiaro che non si può rompere il patto con gli evasori fiscali e gli esportatori illeciti di capitali, ma lo si può rompere con chi ha invece servito il Paese svolgendo il servizio militare o studiando e poi riscattando di tasca propria la laurea.

Hanno rubato il futuro ai cervelli, ed ora rubano anche il passato.

1 commento

  1. Dovresti essere contento perché i tuoi mesi di servizio per la patria si stanno rivelando, a distanza di anni, ancora utili alla tua patria per risanare i conti pubblici!

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